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Petra, Giordania. L’antica città degli edomiti, questo è il tempio di El Khasneh

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Nascosta tra le montagne a circa tre ore da Amman, Petra è una tappa immancabile nel tragitto di chiunque visiti la Giordania. La Città Rosa del deserto, chiamata anche Reqem “La Variopinta” nei Manoscritti del Mar Morto, offre il fascino di un passato misterioso e l’incanto di uno scenario unico al mondo.

La storia di questa città dimenticata e ritrovata è sorprendente. Scavata nell’arenaria e servita da un avanzato sistema di irrigazione, fu abitata prima dagli Edomiti e poi dai Nabatei, mercanti di origine araba che ne fecero un fiorente centro di commercio.
La città prosperò a lungo grazie alle carovane di spezie, seta, resina e incenso. Intorno all’VIII secolo disastri naturali e il mutare delle rotte commerciali la ridussero a un villaggio abitato da pochi beduini, tanto che agli occhi del resto del mondo Petra scomparve.

Non distrutta, non abbandonata, semplicemente dimenticata. Fu riscoperta solo nel 1812 da Johann Ludwig Burckhardt, un tenace esploratore svizzero che per raggiungerla dovette fingersi un pellegrino musulmano.

Si arriva alla città percorrendo il Sîq, una suggestiva gola rocciosa dalle pareti verticali. Al termine del sentiero appare improvvisamente il monumento più bello di Petra: El Khasneh, “Il Tesoro”. È una impressionante tomba monumentale, non costruita ma scavata direttamente nella roccia rosa: caratteristica comune a centinaia di edifici e tombe che costellano la città. El Khasneh è solo il primo dei molti monumenti che fanno di Petra uno dei siti archeologici più interessanti del Medio Oriente.

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Lungo la Strada delle Facciate è possibile visitare numerose altre strutture scavate nella pietra, e poi ancora le suggestive Tombe Reali, il Tempio Grande e quello detto dei Leoni Alati, il grande Teatro nabateo e la strada colonnata di epoca romana. Se non bastassero i monumenti, qui è la pietra stessa a incantare i visitatori.

Il vento del deserto, soffiando per secoli, l’ha sottoposta a un processo di levigazione naturale che rivela fantasmagoriche striature, dal bianco puro all’ocra e al rosso fuoco. Colori che sembrano mutare secondo la luce solare e che rendono indimenticabile ogni visita a Petra.

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Redazione

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