Biella: città Creativa dell’Unesco

Biella, città prealpina, una cittadina ricca di storia e di archeologia industriale, che sale agli onori della cronaca per essere stata inserita nella rete delle città Creative dell’Unesco, per la categoria Craft and Folk Art. Biella come logo ha scelto il terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto. Le testimonianze più significative nel passato industriale della città piemontese sono i vecchi lanifici abbandonati, e oggi la città dell’arte di Biella è stata collocata proprio nell’ex lanificio Trombetta, dove ora sorge un museo e un laboratorio creativo aperto al pubblico.

Chiesa di San Sebastiano

Il  vecchio lanificio Trombetta non è il solo ad essere presente su questo territorio, lungo il torrente Cervo ce ne sono molti altri, sono tutti i monumenti della archeologia industriale, che cercano di guadagnarsi una seconda vita, una seconda possibilità di utilizzo. Biella oggi è una città diversificata, caratterizzata da molti edifici nella parte bassa della cittadina, nel centro storico, dove è possibile ammirare la chiesa di San Sebastiano, un edificio del Rinascimento piemontese dove sono palesi le influenze dell’architettura del Bramante.

Il Piazzo

Ed è proprio qui nell’ex convento alle spalle della chiesa, che ha sede oggi il museo del territorio biellese, dove sono conservati reperti archeologici, intere collezioni di opere d’arte provenienti dall’interno della provincia piemontese; è molto interessante anche visitare la parte più alta della città, raggiungibile a piedi, ma anche molto più comodamente con la funicolare gratuita, in pochi minuti si raggiunge la piazza Curiel nel borgo medievale del Piazzo. Qui ci sono delle dimore nobiliari. palazzi antichissimi oggi aperti al pubblico che costituiscono il polo culturale di Biella.

Palazzo Gromo Losa

Palazzo Ferrero ad esempio edificato tra il 400 e l’inizio del 500, che poi divenne una dimora di rappresentanza e alcuni secoli dopo  uno stabilimento idroterapico;  dopo un parziale recupero architettonico oggi ospita le opere d’arte più interessanti di questa zona, ed è la sede di eventi culturali di vario tipo, mentre il nucleo originario di Palazzo Gromo Losa sorge proprio a fianco il palazzo Ferrero, è un complesso architettonico risalente al ‘300, circondato da un giardino all’italiana bellissimo, aperto sempre al pubblico. Dove si svolgono anche mostra d’arte,  kermesse di fotografia, concerti musicali e altre iniziative pubbliche.

Palazzo Lamarmora

Il terzo palazzo importante di Biella è Palazzo Lamarmora, dedicato al generale del corpo dei Bersaglieri, una costruzione che ha ben otto secoli di storia sulle spalle, è un impianto medievale, con una facciata neoclassica, riattato intorno al ‘700;  il palazzo infatti ha subito delle modifiche e delle migliorie che non hanno intaccato però la struttura originaria, al suo interno vi sono quadri e affreschi, documenti antichi e arredi della storia della famiglia Ferrero, dei Lamarmora, del Rinascimento e del Risorgimento piemontese.  Una vera casa museo gestita da un discendente della famiglia Lamarmora, il palazzo è dominato da una torre e da un’elegante giardino rinascimentale, digradante verso Biella piano. Cioè verso la parte bassa della città.

Palazzo Ferrero Fieschi

Con una passeggiata lungo le strade a ciottoli del Piazzo se arriva a Piazza Cisterna sulla quale si affacciano Palazzo del Pozzo che è la vecchia sede comunale della città e l’antica chiesa di San Giacomo;  il centro cittadino non è il solo luogo che custodisce  bellezze e monumenti storici; anche a circa 20 km dalla città è possibile ammirare qualcosa di unico, e precisamente a Masserano,  dove sorge il palazzo dei Principi Ferrero Fieschi; la facciata è leggermente anonima, non denuncia architetture particolarmente  rinomate ma c’è un tesoro nascosto al suo interno: affreschi mirabili, soffitti a cassettoni decorati con stucchi e dipinti meravigliosi;  è una vera e propria Reggia degna di una famiglia principesca.

La Madonna Nera

Venne edificato nel XVI secolo e nella seconda metà del XVII invece venne riattato, al suo interno sorge anche un prezioso altare ligneo della chiesa di San Teonesto che fu trasportato in questa regione nei primi anni del 900, sempre a pochi chilometri da Biella sorge il santuario di Oropa legato al culto della Madonna Nera, e meta di migliaia di pellegrini ogni anno, la Madonna Nera è una madonna piemontese molto famosa; il santuario sorge in una conca a 1200 metri di altezza e ospita la basilica vecchia; e il centro del santuario dove è posta la Statua della Madonna Nera. A fianco  è stata edificata una chiesa moderna detta Chiesa Nuova con un altare sormontato da una scultura di Arnaldo Pomodoro.

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